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| Giro per le strade affollate a festa di Kathmandu per comprare le ultime cose. Domani si parte per il Langtang. Obbiettivo fare "quota" e allenarsi all'aria sottile. Speriamo di non bagnarci troppo, qui il monsone la fa ancora da padrone con le alluvioni nel sud del paese. Prima di mettersi a letto (sveglia presto) due chiacchere davanti ad una birra e ad un buon piatto. Ci si rilassa. Domani si comincia davvero. |
| Oggi abbiamo avuto la certezza. Non potremo attraversare il confine tibetano fino al 10 settembre. E' una cattiva notizia perche' comprime i tempi e modifica i programmi. E' una buona notizia perche' segna un punto fermo nel balletto delle date cinesi. Abbiamo deciso, in una lunga riunione anche con Ngima, di portare avanti l'acclimatamento con un trekking in alta quota fino al 10 settembre in Langtang, Nepal. Solo dopo trasferirci velocemente oltreconfine, fino al campo base del Cho Oyu. Incrociamo le dita. Se vi va, anche voi. |
| E' mattina presto (il fuso e' un po' sbilenco settato a +3 ore e 45 minuti) quando Kathmandu si presenta nel suo vestito grigio quasi autunnale di fine monsone. Nubi minacciose e qualche tentativo di bagnarci le ossa. Il Bagmati, ingrossato dalle pioggie, finalmente trascina via le ceneri dei cremati a Pashupatinath. Tutto questo sotto. Sopra, poco prima di planare sull'aereporto, un oceano bianco di nuvole bucate dagli ottomila himalayani. Bianchissimi anche loro. Lassu' ci aspetta probabilmente un bel po' di neve. |
| In aereporto i bidoni blu di "Cho Oyu 2008" attirano subito attenzione e simpatia. Fattori che combinati assieme permettono di passare quasi indenni la pesata oversize al check-in. Poi scrutiamo nella notte il buio precoce del deserto di Doha. Infine laggiu' c'e' Kathmandu. |
| chissa' che suono avra' il vento in tibet? da noi ha la voce degli alberi, delle foglie, quasi di acqua. la' sara' un sibilo, lo immagino quasi un urlo. sono ormai sei ore che attendiamo all'aeroporto di doha, in qatar, e stiamo per imbarcarci alla volta di kathmandu. in attesa di quel sibilo. |
| Mettersi seduti con tutta la forza del proprio didietro sul tappo del barile blu che sostituisce, nella spedizione, la normale valigia. Sperare che una volta chiuso qualcuno non lo agiti troppo, che magari ci scappa il botto. Verificare quanto possa pesare, preciso all'etto, un paio di mutande o se è meglio stare scarsi con la mezza coppa che ti seguirà per ricordarti, solo per un attimo, i sapori di casa. Sono queste le piccole certezze e i minuscoli dubbi che precedono la partenza per un lungo viaggio. Roba strana, che non avresti mai immaginato nel momento in cui nasceva un progetto così impegnativo. - Leggi Tutto... |
| Uot is cioiu tutausandeit ? E' la prima domanda, di una serie, della guida pellerossa e dei compagni londinesi di escursione in Arizona di Alberto e Stefania (la nostra farmacista) sulla spedizione "Cho Oyu 2008" che ora viene ora seguita anche dalla tribù degli indiani Hualapay che vivono ai bordi del Gran Canyon in Arizona, grazie alla maglietta indossata dai nostri sostenitori ed immagino alla loquacità di Alberto, che ci invia tanto di foto a riprova. (come sempre clicca sulla foto per ingrandire) |
| Siamo agli sgoccioli, rimangono pochi giorni (-10) per gli allenamenti e tutto il tempo restante prima della partenza lo stiamo utilizzando per sistemare le questioni di lavoro aperte. Questo non ci ha impedito di spendere il week end di ferragosto per una ultima puntata in quota. Abbiamo programmato di salire venerdì da Gressoney al rifugio Quintino Sella (1800 m. di dislivello), per poi affrontare sabato mattina e domenica alcune vie in quota tra il Castore ed i Liskamm. Già al pomeriggio di venerdì le cose non apparivano semplici, il meteo decisamente avverso ci ha ridimensionato e separato: io sono ridisceso dopo i primi 1000 metri per un dolore al piede destro e Daniele e Fabrizio sono saliti affrontando una bufera che ha spazzato via l'intero highlab Ferrino e che, abbiamo scoperto il sabato mattina, ha fatto due vittime partite proprio dal Sella il venerdì. La mattina del sabato il tempo decisamente bello ha permesso a Fabrizio e Daniele di salire la cresta del Castore ed a me di salire al Sella con le scarpe da trail-running (decisamente più comode dei Nepal Extreme). La domenica mattina invece, pronti per affrontare la traversata del naso del Liskamm, siamo stati dissuasi da una nevicata ed un meteo che non prometteva nulla di buono in quota. Vedremo se ripeterci il prossimo week end o attendere il Tibet. |
| Si è svolta ieri una delle numerose manifestazioni estive previste dai solerti gestori del Rifugio San Leonardo, durante le quali è possibile, tra le numerose iniziative, culturali e culinarie, assaggiare "necci" e "solade" e acquistare le magliette della spedizione il cui ricavato andrà interamente devoluto alla Buddhist Child Home di Katmandu. Potrete trovare una piccola esposizione delle foto della BCH e le magliette in vendita per tutta la settimana e durante le manifestazioni organizzate per il week end di ferragosto al Rifugio S.Leonardo e soprattutto durante la Festa dei Bambini che si terrà domenica 17 agosto con tanto di AsinoBus. Maggiori e più dettagliate informazioni le trovate al sito www.rifugiosanleonardo.it |
| Conciliare allenamenti e vita familiare è senza ombra di dubbio il maggiore dei problemi che ogni "alpinista" affronta quotidianamente ed anche noi non sfuggiamo alla regola. Non si sa' per quale motivo, ma la moglie di ogni amante della montagna adora il mare..ma questa volta la scelta di Salina, una delle più tranquille isole delle Eolie e di Pollara, la più tranquilla località della più tranquilla isola delle Eolie, si è rivelata una scelta azzeccata. A Salina infatti ci sono due montagne rispettivamente di 962 e 860 metri slm che permettono di allenarsi quotidianamente su dislivelli apprezzabili. Allora il compromesso è: sveglia alle 6.00 salita al monte dei Porri e colazione alle 8.00 con la moglie, quindi giornata di mare e snorkeling in un mare cristallino. L'albergo scelto è la "Locanda del Postino", una meravigliosa struttura di sole 8 stanze ogniuna arredata in stile e con ampio patio con annessa amaca. Un sogno tra piante di cappero, palme, limoni ed una impareggiabile vista sul più bel tramonto delle isole. Beh che dire, ottimo compromesso tra allenamento e vacanza... |

L'appennino reggiano è la nostra terra e quando si parla della propria terra alle volte si rischia di esagerare con le lodi. Se dovesse accadere, prendetelo solo come un sintomo d'affetto, che il cielo sotto cui si è nati tende ad essere sempre più blu di qualsiasi altro, o quasi.