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cho oyu
Chooyu 2008 - Archivio Notizie di settembre 2008

lorenzo - martedý 30 settembre 2008 -
Fabrizio e Nicola si trovano in questo momento (20.00) nella tenda a campo 2 (7.340 metri). Stanno bene, hanno mangiato e bevuto. Ora si riposeranno.

Una lunga e faticosa salita cominciata questa mattina con il meteo che finalmente ha relagato il miglior pomeriggio da un mese a questa parte.

Io, Fausto e Daniele abbiamo cercato di seguire la salita con i cannocchiali lungo la parete immacolata del Cho Oyu.

Comunque vada, una bella soddisfazione per Fabrizio, Nicola e un po' anche per tutti qui nella piccola tenda di Cho Oyu 2008.
lorenzo - martedý 30 settembre 2008 -
Brevissima : Fabrizio e Nicola stanno salendo a campo 2.
lorenzo - martedý 30 settembre 2008 -
Un paio di foto
lorenzo - lunedý 29 settembre 2008 -
Monte Cho Oyu. Tibet. Quota 6.200

Questo e' post piu' alto del mondo, ovvero la cosa piu' inutile dopo gli otto anni di presidenza di George Bush .

Ma visto che per arrivare qui c'ho lasciato un po' di fiato e l'uso del polmone sinistro, qualcosa lo provo a scrivere in questo post in mezzo al cielo.

Non necessariamente qualcosa di intelligente, che qui c'e' anche la scusa che l'ossigeno nell'aria (e per il cervello) e' circa la meta'.

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lorenzo - lunedý 29 settembre 2008 -
Nevica forte al campo base e cosi' al campo 1.

Poco fa ci sono venuti a trovare i ragazzi della spedizione taiwanese con notizie non certo buone. Il loro metereologo a Taiwan prevede tempo brutto per i prossimi due giorni. Ancora peggiori le previsioni della spedizione cinese che prolungano il maltempo fino a giovedi'.

I cinesi comunque vorrebbero salire a tutti i costi il 1 ottobre per questioni di anniversario.

Qui di seguito la comunicazione radio di pochi minuti fa:

l'ultimo tentativo
lorenzo - lunedý 29 settembre 2008 -
Dopo una notte di neve sia al campo base che al campo 1, la mattina del Cho Oyu si presenta con un tempo variabile ma senza vento.

Nicola e Fabrizio hanno deciso di passare anche la prossima notte al campo 1 in attesa di vedere se le condizioni meteo varieranno e soprattutto se ci sara' la possibilita' di attrezzare la via sopra campo 2.

Si chiama attesa e forse e' la cosa piu' faticosa.
lorenzo - domenica 28 settembre 2008 -
Dopo una notte a campo 1, questa mattina Fausto, Nicola, Fabrizio e Daniele hanno svolto con successo i test scientifici che riguardano la pressione oculare in alta quota e testato con successo la nuova barella per l'emergenza in ambiente estremo di Ferno.

Insomma proviamo ad essere utili alla scienza anche da quassu'.

Poi a meta' mattinata il Cho Oyu ha deciso che era tempo di vento. Di vento forte.

Io e Ngima che eravamo saliti quasi a campo 1, siamo ridiscesi con Fausto e Daniele che si riposeranno a campo base.

Nicola e Fabrizio invece rimarranno a campo 1 anche stanotte contando su un calo del vento per salire domani.

Stiamo tutti bene e stasera guardiamo con un po' di disincanto questa benedetta montagna, che quest'anno forse, ha deciso di lasciare tutti giu'.
lorenzo - sabato 27 settembre 2008 -
Stanotte tutti a campo 1. Fabrizio e' salito sopra il primo seracco e ha lasciato il materiale per il campo 2. Domani se la finestra di bel tempo continua si prova a salire.

Qui sotto l'audio della comunicazione radio di stasera:

comunicazioni serali sabato 27 settembre

lorenzo - sabato 27 settembre 2008 -
Tashi e' un amico tibetano di quassu'. Oggi, giorno della partenza per la salita decisiva, le sue preghiere correvano nel vento.

Qui il video
lorenzo - sabato 27 settembre 2008 -
cho oyu salita
La finestra di bel tempo sembra quella giusta.

Ormai e' deciso, questi sono i giorni della montagna.

Stamattina partenza del gruppo per campo 1 (dove da ieri c'e' gia' Fabrizio).

Poi domani su a piantare una tendina a campo 2 e quindi l'attesa per tentare la vetta.

Nessuno e' andato fino ad oggi sopra il secondo campo.

Non c'e' ancora la traccia nella neve e la fascia di roccia non e' stata ancora attrezzata. Vedremo se accadra' nelle prossime ore.

C'e' consapevolezza delle difficolta' e molta serenita'.

E' la serenita' di attraversare stamattina il campo base e ascoltare i tanti good luck, i sinceri suerte, gli in bocca al lupo da mezzo mondo.

E' la serenita' del ciao e del sorriso degli sherpa che in queste sere ci sono venuti a trovare nella tenda di Ngima.

E' la serenita' di questo piccolo gruppo di matti italiani che qualcosa umanamente ha seminato nella piccola famiglia del campo base.

Per noi questa e' gia' una vetta conquistata.

Il resto, se verra', sara' solo un bel regalo.
lorenzo - venerdý 26 settembre 2008 -
Piccolo video sul meteo di oggi.
lorenzo - venerdý 26 settembre 2008 -
Finalmente l'azzurro del cielo tibetano non si nasconde piu'. E' l'inizio della finestra buona ? Chi lo sa. Ormai le previsioni sono poco piu' di un divertente gioco al campo base.

Ancora molto vento stamattina, con incredibili vortici e sbuffi di neve sulla parete del Cho Oyu. Poi la calma.

Fabrizio e' salito oggi al campo 1, il resto del gruppo con molta probabilita' salira' domani. Il problema e' che nessuno e' ancora andato oltre campo 2. Nemmeno gli sherpa.

Intanto si fa sera, la prima da molte in cui non sembra voler nevicare.

Chissa' cosa ci vuol dire la montagna.
lorenzo - venerdý 26 settembre 2008 -
A me Lilli, la cosa che sorprende di piu' e' che nevica con il sole e fiocca con le stelle. Una cosa che solo tu, con la dolcezza dei tuoi otto anni puoi immaginare senza vedere.

Io e Nico vorremmo portarti in regalo uno yak, ma temo che ci farebbero un sacco di storie al check-in dell'aereporto.

E' il mondo un po' sciocco e con poca fantasia di noi grandi, con le sue regole e i suoi "non si puo' .

Porta pazienza Lilli e buon compleanno.

Lollo e Nico
Fabrizio - venerdý 26 settembre 2008 -
cho oyu vento
I pennacchi di neve che si alzano come eruzioni dalle cime e dalle creste, ribadiscono la nostra assoluta condizione di spettatori in questo ambiente.
Possiamo decidere poco o nulla se non ci e' concesso.
E' il terzo giorno che siamo fermi al Campo Base, noi e tutti quelli che stanno spendendo energie su questa montagna.
Il C2 installato nei giorni scorsi dalle legioni di Sherpa delle spedizioni cinese ed americana e' stato strappato dal vento.
I tempi cominciano a consumarsi come una candela accesa, ed il vento invece di spegnerla ne accelera la combustione.
Il gelo solidifica tutto:
dentro e fuori la tenda,
dentro e fuori di noi.
Oggi vorrei salire all'ormai collaudato C1 per passarvi la notte, ma e' solo un modo per non restare ancora inattivo.
Chissa', forse il vento potrebbe anche cessare...
Del resto ogni cosa, per quanto al momento possa sembrare impossibile, ha un attimo in cui prende inizio ed uno in cui finisce.
Fabrizio - giovedý 25 settembre 2008 -
Se chiudo gli occhi avverto quel silenzio leggermente umido che sulle nostre colline, nella calura estiva del primo pomeriggio, si percepisce come collante, come legame, tra te e cio' che e' fuori di te.
Non vi e'per me modo di sfuggirvi.
Anche da qui il collante tiene.
Per quanto ogni giorno questa esperienza riversi secchiate di emozioni, bellezza, profondita' su di me, niente di cio' che gia' e' presente viene scalzato.
A riprova della capacita' illimitata del nostro essere.
I pensieri di questa immobile giornata al Campo Base sotto la neve, e sono ormai due giorni che siamo bloccati dal maltempo, mi riportano a profumi della macchia respirati nell'affanno della corsa, ad una rosa che continua a fiorire, ai tramonti alla Pietra.
Bellezza non scaccia bellezza.
Orizzonti diversi, dimensioni diverse mi catturano in identici angoli del cuore, che sa contenere tutto ed il suo doppio.
lorenzo - giovedý 25 settembre 2008 -
Come va ? beh insomma..
lorenzo - giovedý 25 settembre 2008 -
Il cielo tibetano gioca a nascondino. Le nuvole corrono attorno, sopra e sotto.

E il vento ti sbatte in faccia la verita': qui sei ospite. Punto e a capo.

L'attimo in cui te ne fai una ragione, il sole ti regala una briciola di calore e di speranza.

Tradotto: ci scaldiamo i piedi gelati , guardiamo il cielo e speriamo.
Fabrizio - mercoledý 24 settembre 2008 -
ritorno a campo1
Mi assicuro con la Jumar alle corde fisse che permettono di superare agevolmente il salto di ghiaccio che da C1 conduce a C2.
Questi pochi passi in verticale, fatti in questa apnea, assomigliano allo sbattere frenetico delle pinne verso il pelo dell'acqua, in cerca della boccata d'ossigeno, del recupero che verra'.
Ieri avremmo dovuto allestire C2, ma il vento forte e le nuvole ci hanno fatto optare solo per una salita di acclimatamento senza carichi, per poi ridiscendere al Campo Base.
Tra sprazzi di luce nella nebbia sono riuscito a raggiungere e superare il seracco a 6800m.
Sembrava facile, ma qui ogni piccolo metro deve essere guadagnato.
E quanti sono...
Questa notte al Campo Base ho dormito cosi' a lungo come, credo, non facevo da quando ero bambino.
Ora, dopo un po' di recupero, si riparte dai 5600m a testa bassa verso l'alto.
La gara qui non e' mai finita, altro che ultramaratone!
L'unico modo per cercare l'obiettivo e' non pensarvi mai.
Passo passo, la vita scorre.
lorenzo - mercoledý 24 settembre 2008 -
cho oyu emilia
Ieri sera abbiamo inaugurato la rassegna "Sapori e odori di casa" aprendo la coppa.

Cosi' tanto per sentirci un po' piu' vicini a voi.

ps: Fausto nominato gran salumiere di corte.
lorenzo - mercoledý 24 settembre 2008 -
Partendo dai saluti
lorenzo - mercoledý 24 settembre 2008 -
Quelli che dicono di amare le montagne
lorenzo - mercoledý 24 settembre 2008 -
Appena fa luce provi sempre a sbirciare. Ma ormai hai imparato a riconoscere i rumori e il silenzio intorno. Questi rumori e questo silenzio anche oggi ti dicono che cielo e vento consigliano a tutti i marinai quassu' di rimanere a terra.

Consigli che quando sei a qualche migliaio di metri piu' in giu' ignori. Quassu' e' bene dargli ascolto.

Ci prendiamo quindi due giorni di spensierato riposo al campo base, sperando che sia un buon week end.
lorenzo - martedý 23 settembre 2008 -
Niente campo 2 per oggi. Il meteo infatti ha frenato questa mattina il percorso di Fabrizio, Daniele e Nicola verso l'allestimento del secondo campo.

Pero' si e' saliti con successo fino al seracco a quota 6700.

Piu' tardi si decidera' se rientrare a campo 1 o direttamente al base a riposarsi.

Qui sotto la comunicazione audio delle ore 12.30 ora di Pechino:

fino al seracco audio

lorenzo - lunedý 22 settembre 2008 -
Questa notte sara' la seconda passata a quota 6.400. Oggi sono state portate su le ultime cose per campo 2, che se il meteo sara' clemente verra' allestito domani.

Intanto le previsioni meteo per la settimana paiono migliorare. Ma e' meglio incrociare le dita.

Di seguito la comunicazione di pochi minuti fa tra campo 1 e campo base.

audio cho oyu 22 settembre 08
lorenzo - lunedý 22 settembre 2008 -
Per chi e' curioso e vuol capire cos'e' la Magic Bottle e altre cose un po' bizzarre.
lorenzo - lunedý 22 settembre 2008 -
cho oyu partenza campo 1
Inizia una nuova settimana anche in Himalaya e dopo una notte di neve finalmente il tempo regala una di quelle mattine che incornicerai al muro una volta ritornato a casa.

Partenza alle dieci verso "campo 1" con le ultime cose per allestire "campo 2" domani.
Fabrizio - lunedý 22 settembre 2008 -
campo base
Oggi saliremo a campo 1 per dormirvi per la seconda notte.
Con noi, come una scimmia, sulle spalle lo zaino ricolmo di meraviglie: tende per il campo successivo, cibarie, bombolette per il fornello ed il fornello stesso, pala, abbigliamento che grammo su grammo ci fornisce il lavoro per la giornata.
Se il tempo sara' buono come ci dicono le previsioni domani saliremo a campo 2 per allestirlo e ridiscendere a campo base a riposare.

Ogni volta che riusciamo a passare la notte ad una quota piu' alta si ha la sensazione di essersi guadagnati un buono per una minore fatica alla volta successiva.
Sono comunque sensazioni, non certezze.
Se si anela alla stabilita' ed alle certezze, meglio dilettarsi in avventure diverse.
Il tepore del sole si alterna mille volte al vento freddo ed alla neve.
L'entusiasmo delle piccole conquiste, lascia spazio mille volte allo sconforto, ogni volta che si alzano gli occhi.
La condivisione dei momenti che viviamo, mille volte viene sostituita dalla solitudine della fatica.
Mille volte, ad ogni istante, le mie emozioni si rigenerano in nuove emozioni, spossandomi.

Ma quello che ci riporteremo a casa sara' probabilmente molto piu' intenso di un sogno solo desiderato.
Comunque sia, mille volte piu'vero.
Nicola - domenica 21 settembre 2008 -
Doccia rigenerante, bucato e ci prepariamo le attrezzature per allestire il campo 2 a 7100 m., il programma per domani e' di salire al campo 1, ripristinare il campo che ha subito il maltempo di queste giornate e salire il giorno dopo ad allestire il campo 2, quindi ridiscendere al campo 1 e valutare le condizioni fisiche di ogniuno, ridiscendere al campo avanzato ed attendere il bel tempo...
Contemporaneamente scambiamo informazioni con le altre spedizioni che stanno raccogliendo i pezzi dopo la "tough nigth" del 19 settembre, la spedizione americana che annovera anche uno degli italiani presenti ha disposto 100 tende di scorta al campo base cinese e domani ne faranno arrivare 30 al ABC per consentire agli sherpa di ripristinare il campo 1. Un amico Sherpa ci informa che salira' oggi al C1 per recuperare alcune delle attrezzature dei clienti disperse nella notte e finite nei crepacci sotto la cresta.
Gli altri italiani di Brescia attendono il ripristino del campo 1 da parte degli Sherpa della loro agenzia che dovrebbe essere terminato nella giornata di domani.
Le corde fisse ed una prima traccia, ci riferisce Jangbu Sherpa, sono state approntate solo sino al sito del campo 2 dove ci vengono riferite condizione di accumulo della neve, decisamente preocccupanti.
Aspettiamo tutti che le meteo e la parete siano in condizioni...
Nel frattempo riceviamo la bizzarra visita di alcuni componenti della mastodontica spedizione cinese e degli spagnoli attirati dal nostro "italian cofee".
lorenzo - domenica 21 settembre 2008 -
ngima sherpa
Nigma ormai lo conosco da due anni.

Ngima di cognome fa Sherpa, viene dal Khumbu (sotto l'Everest) ma vive a Kathmandu.

Ha una piccola agenzia (Pike Expedition), che piu' che altro e' una famiglia allargata e calorosa. Niente in confronto alle agenzie internazionali, dalle grandi tende, dai loghi enormi e forse con un ego di pari dimensioni.

Comunque sia, Ngima passa per il campo base e tutti lo conoscono e lo salutano. Alla sera nella nostra tenda un po' naif non mancano mai ospiti: sherpa, nepalesi, yakmen tibetani.

Ngima tratta tutti con la stessa gentilezza e ospitalita' che ho conosciuto in questi anni.

Ngima non e' una specie di eroe o un santo. Credo si potrebbe definire "un ottimo essere umano" e di questi tempo e' grasso che cola.

Un giorno, il piu' lontano possibile da oggi, quando gli tocchera', penso proprio che la sua sara' una buona reincarnazione.
Nicola - sabato 20 settembre 2008 -
tutti al computer
Rientriamo al Campo Avanzato dopo una nottata di burrasca al Campo 1, dove, oltre alle attrezzatura da alta quota, abbiamo portato la nuova barella da testare nelle prossime uscite, nonostante la stanchezza ed un meteo non proprio invitante abbiamo effettuato i test clinici sulla pressione intraoculare ed ora, al comodo della tenda mensa, predisponiamo le tabelle dati da inviare a nostro Sivelli che ci dira' se continueremo a vedere le cose meravigliose che ci sono qui!
Scherzi a parte siamo soddisfatti delle condizioni fisiche e del morale che rimane sempre alto anche dinnanzi alle difficolta' dell'ambiente e della stagione, e come un appuntamento fisso ci ritroviamo a leggere i vostri commenti sul sito internet, per alcuni di noi e'l'equivalente della birra al pub...
per altri di una corsa in montagna, per tutti un tonico notevole, grazie!
Fabrizio - sabato 20 settembre 2008 -
Campo 1 Cho Oyu
La nottata a campo 1 e' passata attraverso un frullatore.
Dal lato metereologico un vento infernale ha sbattuto la neve tutta notte contro la tendina centrifugandoci, e seppellendola dal lato sotto vento.
Dal lato fisiologico la prima notte a 6400m ci ha spinto all'adattamento, lasciandoci pero' a mattina sfiniti, come se avessimo corso tutto iltempo.
Dal lato emotivo le difficolta' oggettive hanno portato qualche pensiero, ingigantito dalla notte.
Ma a mattino, pur con un vento che ha sdraiato meta' delle tende presenti al campo, pur con una temperatura di -10 gradi, pur con la testa un po' leggera, uscendo dalla tenda e guardandoci attorno ci e' scappato un sorriso..

Un sorriso spinto dalla gioia latente nella fatica del confronto con i nostri ridicoli limiti.
lorenzo - sabato 20 settembre 2008 -
Notte di forte vento a campo 1, dove molte tende sono state letteralmente spazzate via. Sane e salve le due montate da Fausto, Daniele, Fabrizio e Nicola che hanno trascorso una notte tranquilla e stanno scendendo come da programma al campo base per riposarsi.

Di seguito l'audio sulla situazione.

cho oyu forte vento
lorenzo - venerdý 19 settembre 2008 -
Comunicazione tra campo base e campo 1.

cho oyu buonanotte radio
lorenzo - venerdý 19 settembre 2008 -
Certe mattine himalayane gli sguardi non sono dei piu' incoraggianti. Le notti sono lunghe e il sonno spezzato. Il ghiaccio sulla tenda ti ricorda che non fa cosi' caldo da uscire in mutande.

In certe mattine himalayane non scommetteresti una fortuna sul fatto di riuscire ad alzarti dalla sedia della colazione.

Eppure appena gli scarponi si stringono e le spalle si appesantiscono dello zaino, il minuscolo miracolo si ripete.

In certe mattina himalayane non diresti che puoi tornare ai 6.400 metri del campo 1 con in groppa la roba per il campo 2. Invece Nicola, Daniele, Fabrizio e Fausto sono arrivati su questo pomeriggio e stanotte dormiranno a campo 1.

In certe mattine himalayane non scommeteresti mai su certi tramonti.
lorenzo - venerdý 19 settembre 2008 -
E cosi' ieri, giornata di riposo al campo base, la piccola spedizione italiana e' stata chiamata al capezzale del malandato generatore della grossa spedizione coreana.

Un'ora e mezza dopo il generatore coreano ripartiva con grande ammirazione dall'estremo oriente.

Alla fine intervista con la televisione coreana.

Solo a 5.700 metri certe cose possono succedere.
lorenzo - giovedý 18 settembre 2008 -
Piccolo video.
lorenzo - giovedý 18 settembre 2008 -
Unica certezza, la felicita' di averci provato.
Nicola - giovedý 18 settembre 2008 -
notte di sogni al chooyu
Pianificare le giornate, dopo la Puja, e' tutt'altra cosa, non tocca piu' pensare a permessi, documenti, scartoffie varie, dalla scarna ma suggestiva cerimonia che Ngima ha officiato le carte da giocare sono solo tra noi e la montagna, si tratta di forza fisica e determinazione, piu' tutta una serie di fattori che da noi umani non dipendono.
Osservando i volti dei compagni di spedizione questa variazione e' visibile ed e'commovente, partiamo dopo poco carichi dei materiali per allestire il campo a 6400 metri senza esitazione e confrontandoci con tutti gli altri che mandano avanti gli sherpa (ma proprio tutti).
Sui volti di Fabrizio, di Fausto, di Daniele e dietro la devastante smorfia di fatica del mio volto, la soddisfazione di aver attrezzato il campo ed essere ridiscesi senza sosta e' differente dalle espressioni di chi e' arrivato ed ha trovato un te caldo ad attenderlo.
Non so in cosa ma la sera mi sono addormentato sereno.
Poi ci si sveglia e si leggono i vostri commenti sul sito e si e' subito pronti a ripartire come se ci fosse il sole!
Fabrizio - giovedý 18 settembre 2008 -
Il vento sbatte la neve sui teli della tenda.
Oggi e' una giornata da dedicare a noi stessi.
Una giornata in cui si esercita la pazienza.
L'inattivita' in qualche modo forzata e' una occasione per guardare le cose anche dall'ottica opposta, per comprenderle meglio.
Essendo per noi una esperienza che per la prima volta affrontiamo, ad ogni svolta dell'orologio e' lo sperimentare luoghi, emozioni, visuali da dentro a fuori di noi.
Ma anche in direzione contraria.

Da questa intensita', da queste giornate che Daniele definisce quasi surreali, molto stiamo succhiando, come da frutti dolci.

Ieri guardando da Campo 1 verso la vetta, l'emozione ci ha portato a scoprire che tutta la fatica, le energie spese per poter essere qui, anche se sembravano schiaffoni di cui non riuscivamo nemmeno ad individuare la provenienza, era gia' un essere qui.
lorenzo - mercoledý 17 settembre 2008 -
Ascolta e prende nota
Fabrizio - mercoledý 17 settembre 2008 -
Campo 1
Sto cercando di mettere un piede avanti all'altro senza fermarmi, ma il ghiaione che conduce a campo 1 e' talmente ripido che quasi le ginocchia mi arrivano in bocca.
Questa fatica e'fatica profonda, viscerale.
Non e' fatica da prestazione.
La carenza di ossigeno, il fatto che e'laprima volta che saliamo cosi' in alto, il peso dello zaino fanno di oggi una giornata intensa.
Altro che fenomeni che corricchiano in Appennino...
Qui e' veramente duro: apri la bocca, at ti, at tir e an ven denter gnent!

Il nostro campo 1 e' pero allestito.
Ora a 6400m abbiamo un rifugio del quale abbiamo scavatole piazzole, montato le tende, rifornito di viveri, fornello, attrezzature.
Su questa montagna c'e' molta gente, ma nessuno tranne noi, ha fatto questo lavoro personalmente...
La nostra scelta e' stata questa e per questo gli Sherpa saranno nostri amici ma non portatori.
lorenzo - martedý 16 settembre 2008 -
cho oyu fausto sassatelli
Abituarsi alla fatica. Alla fatica delle cose piu' semplici: spostare un sasso, camminare, lavarsi i denti, infilarsi in tenda.

5700 metri non e' una quota da metterti fretta.

Il respiro corto e' un compagno di viaggio che poche volte ti lascia solo.

Bisogna trovarci la misura con la pazienza dei giorni buoni.

E questo sembra proprio un giorno buono, con il sole e poco vento, con Fausto che ha quasi finito la lunga scalinata che porta alla sua tenda (un'opera d'arte a quasi 6.000 metri.), con Daniele che a meta' del suo igloo di pietra.

Un giorno buono che sta per finire con una neve leggera in discesa.

Una quasi buona notte dall'Himalaya.
Fabrizio - martedý 16 settembre 2008 -
Campo Base chooyu2008.com
Il ghiacciaio sotto di noi continuamente scarica nel lago terminale, ed assieme al volo dei corvi e' l'unico rumore che riempie le nostre orecchie, in questa giornata di riposo.
In questa bellissima giornata di riposo.
Il sole ha asciugato le nostre tende ed i nostri sacchi piuma inumiditi dalla neve della notte.
Il Nangpa La, il passo di fronte al quale sono seduto, luogo di impensabili tragedie politiche, sembra stringerci in un abbraccio.

Al campo sembra essersi instaurata una sorte di tacita sfida a chi meglio allestisce muretti a secco a protezione delle tende, anche se Daniele sembra averla vinta...
E' un modo per affondare un po' le radici in questo terreno, nel quale troviamo tutti i nutrienti necessari a questo pezzetto di vita.

Domani mattina ci avvieremo di buon ora verso campo 1, a 6400m.
Con noi porteremo il materiale per allestire quella che sara' la nostra seconda casa di campagna, dove si va per le ferie.
Da lassu' gia' l'orizzonte cambiera'.
A sera reintreremo al campo base.
Un po' piu' felici.
lorenzo - martedý 16 settembre 2008 -
E' una lunga, quasi interminabile fila quella che sale e scende le pietre della morena accanto al ghiacciaio che di tanto in tanto respira rumorosamente..

E' una lunga e quasi interminabile fila fatta di speranze, di merda di yak, di affanni, di pensieri in lingue diverse, di qualche sorriso, di molta fatica.

Il fischio-litania degli yakmen che governa i cosi pelosi e testardi ti accompagna fin sotto la meta'. Li' c'e' l'advanced base camp. Quasi quasi ti viene da dire casa.
Fabrizio - martedý 16 settembre 2008 -
Campo Base Intermedio
La prima notte al Campo Base Avanzato, contro ogni aspettativa, e' stata per me la migliore da che abbiamo lasciato letti veri in camere piu' o meno vere.
Segno questo che il duro lavoro di questi due giorni, che ci hanno portato prima al Campo Base Intermedio e poi all'Avanzato, e' stato positivo per la acclimatazione.
Smontare il campo all'alba tende, tendine, una dispensa fornitissima, attrezzature..), affidare agli Yakmen il tutto nella speranza di ritrovarlo integro la sera, lunghi spostamenti con notevoli dislivelli, allestire nuovamente il campoin fretta prima di cena per essere pronti a rivedere lo stesso film il giorno seguente, e' stato provante.
Ora la tensione legata alle incertezze burocratiche cinesi, tra visti, permessi e controlli si e' allentata.
La realta' ha preso posto a quello che in noi, fino ad ora, e' stata solo immaginazione.
Se il sole ci strizzera' l'occhiolino, dopo un po' di riposo, comincia il divertimento.
lorenzo - domenica 14 settembre 2008 -
Italiani, Coreani e il fritto misto della spedizione americana che conta anche australiani, francesi, norvegesi e chissa' cos'altro.

Sembriamo tutti un piccolo circo di provincia che ogni sera ed ogni mattina monta e smonta tende e tendoni, baracca e baracconi. Non avremo belve ammaestrate, pitoni o elefanti ma un sacco di yak pelosi, quelli si'.

Noi poi tende e tendoni ce li smontiamo e montiamo tutti da soli.

Stasera siamo al "middle camp" (5.300 metri). Domani, se tutto gira, il circo si fermera' una ventina di giorni al campo base avanzato (5.700).

Di li' in su e' il turno degli acrobati.
lorenzo - domenica 14 settembre 2008 -
Il respiro che conta e Riflettere ad alta quota
Fabrizio - domenica 14 settembre 2008 -
Yak al lavoro
I campanacci degli yak ci hanno tenuto compagnia tutta notte attorno al campo, e dopo i preparativi della mattinata sono ora tutti in fila che trasportano i bidoni con la nostra attrezzatura verso il MBC a 5200m.
Un altro campo intermedio ci attende nella progressione di acclimatazione verso il Campo Base Avanzato, quello definitivo, che raggiungeremo domani.
Un altro passo in avanti in questo nostro "andare".
Giorno per giorno i tasselli si incastrano per dare forma.
Giorno dopo giorno assaporiamo questo viaggio dove sempre piu' in modo chiaro e' il divenire delle emozioni che acquisisce importanza a scapito di un "obiettivo".
Sempre piu' il "definitivo" si dissolve.
Fabrizio - sabato 13 settembre 2008 -
Cho Oyu da ovest
I giorni che stiamo vivendo sono cosi' densi di emozioni e bellezza che provo una sensazione di pienezza che da'la certezza di non poter desiderare nulla di piu'.
Ovunque mi giri trovo scenari che ho sempre desiderato; ogni brivido di freddo, ogni briciolo di fatica trovano una ragione che li travalica.
Cosa ne sara' del risultato sportivo non e' cosi' determinante.
Dal lato umano ci e' dato vivere in modo intenso ogni istante.

Sarei bugiardo, pero', se negassi che nei momenti di maggiore intensita' la mente corre agli affetti di casa, ed ancor piu' a chi ci ha preceduto...
Da qui e' un attimo.
Nicola - sabato 13 settembre 2008 -
Test con Tonometro
Al Campo Base Cinese a 4.854 abbiamo cominciato i test scientifici in programma, con una iniziale diffidenza che e' rapidamente mutata in curiosita' da parte di tutti.
Abbiamo iniziato la misura della tonometria oculare (IOT) seguendo pedissequamente le indicazioni del nostro dott.Paolo che ci (hailui) segue da casa e ricevera' a breve la tabella dei dati rilevati.
All'interno della tenda mensa abbiamo allestito un piccolo laboratorio e ci siamo alternati nell'anestetizzarci gli occhi e "conficcarci" il Tonometro portatile della Reichert, un vero gioiellino, nei rispettivi bulbi...
Qualcuno nella mano teneva un affilato coltello della Buck che minacciava di usare in caso di dolore percepito, tutto bene ed il risultato unito al monitoraggio della PA ci ha rincuorato i dati sono quelli di casa almeno per noi, poi gli esperti ci diranno.
Fabrizio - venerdý 12 settembre 2008 -
Campo Base Cinese al Cho Oyu
Questo primo campo base a 4700m, dove i mezzi ci hanno scaricato e da dove parte il trekking per il campo base avanzato (quello vero), lo chiamano cinese.
Abbiamo predisposto tenda mensa e tende per la notte; Ngima ha preparato il pranzo ed ora ce la godiamo!
Domani, yaks permettendo, smonteremo tutto e ci avvieremo verso un campo intermedio.
Guardandoci attorno ci sentiamo piccoli piccoli: sono presenti 8 spedizioni di cui una cinese (manco a dirlo), una coreana, slovena, due internazionali...
Ci sono spiegamenti di tende a perdita d'occhio.
Solo per dare una idea la spedizione cinese e' composta da 18 alpinisti e da 20(!!!) Sherpa; sono appena giunti al campo base cinese e gia' i loro sherpa hanno predisposto il loro campo 2 sulla montagna!

Ecco che allora le nostre tre tendine ed il contare solo sulle nostre forze per trasportare ed allestire tutto, campi alti compresi, sparisce all'occhio ma acquista un valore che nella nostra soddisfazione trovera' riconoscimento.

Per tutto il percorso questa montagna ci ha sovrastato: talmente maestosa e grande che avvicinandoci quasi ci siamo ribaltati all'indietro nel cercare di vederne la cima!
Ora si e' alzato un po' di vento ed ho scoperto non essere nulla di quello che avevo immaginato.
E' semplicemente un compagno di viaggio.
Fabrizio - giovedý 11 settembre 2008 -
Sull'altopiano tibetano
L'autista ha un'aria cinese che poco si addice ai colori che qualche raggio di sole tra le nuvole accende.
Questa mattina da Nyalam siamo partiti con la pioggia, alle quote piu' alte la neve.
Con un potente Land Cruise Toyota sfrecciamo veloci su questa pista sterrata che il governo sta trasformando in moderna strada asfaltata.
I colori sono quelli delle crete senesi, le dimensioni quelle dello spazio cosmico.
Ad ogni cambio di valle l'orizzonte si ritrasforma sempre in se stesso, schiudendo la maestosita' di questo altopiano.
Lontano, tra le nuvole, si intuiscono i colossi: lo Shisha Pangma, il Cho Oyu e l'Everest.
Forse piu' che intuirsi si immaginano, dato che ancora non si concedono.
Come le vesti quasi trasparenti portano all'irrequetezza piu' che agli occhi, cosi' queste nuvole.
lorenzo - giovedý 11 settembre 2008 -
Siamo a Tingri 4.350 metri, ultimo avamposto abitato prima dell'avvicinamento alle grandi montagne.

Dopo sara' solo yak e tenda.

Tingri ha quest'aria da far west americano piazzato in mezzo all'Asia. La polvere alzata dal vento e le case piatte che si affacciano sulla strada.

Una specie di sapeghetti western tibetano.

Domani se passiamo tutti bene la notte (la cartina di tornasole di un buon acclimatamento) ci trasferiamo al campo base cinese per caricare gli yak.

Intanto le nuvole hanno lasciato il posto all'implacabile sole del Tibet.
lorenzo - giovedý 11 settembre 2008 -
Pensa a qualcosa di grande e poi moltiplicalo per cento.
Immagina il silenzio assoluto e alzagli il volume al massimo.
Cerca l'orizzonte piu' lontano e avrai trovato il Tibet.
Fabrizio - mercoledý 10 settembre 2008 -
Nyalam, in Tibet, e' il primo piccolo gruppo di case che si incontra appena giunti sull'altopiano.
Da Zangmo, sulla frontiera versante cinese, si percorre una strada che attraverso una valle strettissima, talmente bella che ci ha tolto gli occhi, si passa in 30km dai 2000m a 3700m di quota.

Nyalam, per chi proviene dal Tibet, e' chiamata "la porta dell'inferno".
Ma, data la reversibilita' delle cose, percorrendola in direzione contraria ci ha mostrato l'orizzonte paradisiaco del Tibet..
Tibet atteso.
Tibet che ci ha accolto.

Domani ci avvieremo verso il Campo Base Cinese che, con un po' di fortuna, e grazie alla acclimatazione che abbiamo effettuato lungo il trekking in Langtang, raggiungeremo in giornata.
Domani vedremo le montagne.
Domani proveremo nuove dure emozioni.
lorenzo - mercoledý 10 settembre 2008 -
Alla fine, Tibet
lorenzo - mercoledý 10 settembre 2008 -
Sono le sette e mezza di mattina qui a Kodari.

La mulattiera di montagna alla fine ha fermato l'invasione, ma ha fermato anche noi.

Da ieri sera uno dei bisonti meccanizzati cinesi si e' quasi ribaltato e ha bloccato la strada 10 chilometri piu' giu' di Kodari.

Il camion con i bidoni della spedizione e' rimasto dall'altra parte.

La speranza e' che la situazione si risolva presto e bene nelle prossime ore.

Il Tibet e' ad un passo (fisico e non solo metaforico) e ancora non riusciamo a farlo.
Fabrizio - martedý 09 settembre 2008 -
verso Kodari
Lasciare Kathmandu e' stato una liberazione; l'inquinamento di quella citta' stritola i polmoni ed il cervello..
Il viaggio ci ha portato a Kodari, ultima manciata di case prima del confine con il Tibet.
Ahime', cina.
Passeremo qui la notte.
Domani , con i visti ed i permessi di scalata in mano, finalmente saremo sull'altopiano tibetano.
E ci dimenticheremo di questa orribile giornata di spostamento.

"non c'e' giorno cosi' lungo che non venga sera.."
Nicola - martedý 09 settembre 2008 -
Nella serata di ieri un simpatico ed attempato Jeevan Shrestha ci attendeva fumando (qui non e' vietato...) nella hall della Potala Guest House, e' l'assistente della nota Miss Hawley, la depositaria del database di tutti i summitters (quelli che arrivano in vetta) dei monti che richiedono permesso governativo per la scalata, in sintesi dai 7000 metri in su e qualche cosa di piu' basso ma molto impegnativo, che viene pubblicato dall'American Alpine Club
Compiliamo i questionari con i dati dei partecipanti ed un form con i dettagli tecnici dell'ascensione, poi l'appuntamento per il 6 di ottobre per il resoconto e qui partono vari tipi di scaramantici gesti.
Nicola - martedý 09 settembre 2008 -
BCH
Nel tardo pomeriggio di ieri siamo andati a trovare i bambini della BCH a Kathmandu, per portare i 2.500 euro (che qui sono diventate 252.500 Rupie)
frutto della solidarieta' raccolta a Castelnovo ne' monti e a Vezzano e della vendita delle magliette dello "Yakkino" al San Leonardo.

Siamo stati accolti dallo staff al completo anche se i bambini erano assorti nello spartirsi penne, matite, gomme e accessori vari.
Ci sono stati i discorsi di rito, le foto, la firma e consegna della ricevuta e persino i giornalisti locali.
Ma al momento della consegna della beneaugurante e tradizionale Khata alcuni di noi erano irreperibili, rapiti proprio dai piccoli ospiti della BCH e sommersi di sorrisi e curiosita' cui era impossibile sfuggire anche se per impegni ufficiali.

Rapiti da un entusiastico mostrare i nuovi zainetti, i quaderni, gelosamente custoditi nei pantaloni o il proprio letto nella cameretta come una reggia dei sogni... insomma rapiti da bambini come tutti gli altri.
Quelli della BCH stanno facendo davvero un buon lavoro!
Mentre a malincuore ci allontaniamo la piu piccola ospite della casa, che ad aprile abbiamo visto allattare, ci saluta dal balcone con la mano e con un sorriso che ci accompagnera' in Tibet.
Fabrizio - martedý 09 settembre 2008 -
Nella sezione "le foto" ho inserito alcuni scatti fatti ieri pomeriggio quando, circondati da bambini pieni di entusiasmo e voglia di vita, abbiamo ufficialmente donato le offerte raccolte nelle serarte di Castelnovo ne' Monti, Vezzano e nella giornata al San Leonardo, e con la vendita delle magliette chooyu2008.
lorenzo - lunedý 08 settembre 2008 -
La lunga litania del Lama e' cominciata alle nove ed e' proseguita per tutto il giorno.

Si pregava per noi e per il nostro viaggio nel grande salotto di Ngima, tra le piccole candele accese e la foto del Dalai Lama. E' la puja buddista, rito benaugurante.

Poi la benedizione con le nostre khata al collo.

Con queste sciarpine leggere indosso abbiamo persino noi un'aria piu' seria.

Oggi ci attende l'ultimo giorno a Kathmandu prima del grande balzo in Tibet.

Giornata intensa con la visita alla Buddhist Child Home e la consegna dei fondi raccolti quest'estate e poi l'incontro con una piccola grande leggenda delle spedizioni himalayane Elizabeth Hawley.

Fabrizio - domenica 07 settembre 2008 -
Nella sezione "le foto" ho inserito una selezione delle immagini che ho scattato lungo il nostro trekking di acclimatamento nella regione del Langtang in Nepal.
Fabrizio - domenica 07 settembre 2008 -
Kathmandu
Siamo rientrati dal trekking ed il ritrovarci nel caos di Kathmandu ci lascia frastornati.
Questa citta' e' un posto folle, a cavallo tra l'India ed il Sud America!
Chi mi sta guardando si capisce che di cio' che per noi e' scontato (quasi dovuto) poco o nulla potra' sperare.

E nell'aria un suono solo, enorme, tremendo:
BIP!!! BIP!!!
Fabrizio - venerdý 05 settembre 2008 -
Gosaikunda 4400m
E' ancora buio fuori, questa notte ha nevicato.
Oggi lasceremo Gosaikunda a 4400m per cominciare a scendere verso Kathmandu che raggiungeremo domenica con tre giorni di cammino.
La disponibilita' dei gestori di questo lodge che ci ha ospitato per tre giorni ci ha ormai catturato, quasi ci sentivamo in famiglia.
Questo luogo incantato non sara' facile lasciarcelo alle spalle, ma del resto tutto ci e' dato di vivere, ma nulla di fermare.

Gia' siamo oltre;
gia' siamo nel caos di Kathmandu per l'organizzazione del materiale per il Tibet;
gia' siamo in attesa di vedere la Montagna che ha occupato i pensieri di un anno;
gia' siamo ad immaginare come sara' la vita al campo base avanzato, la nostra casa per il prossimo mese di vita.

Intanto andiamo.
Fabrizio - giovedý 04 settembre 2008 -
Manaslu
La parete di sfasciumi sotto la vetta e' ripida ed a quasi 5000m il respiro e' un po' corto, ma ogni giorno va meglio.
Gia' da questa notte mi sono accorto che va meglio.
La salita e' stata veloce, a tratti a passo di corsa.
Anche Daniele e Fausto sono in gran forma.
La cresta dalla quale siamo rientrati io e Nicola ci ha mostrato tutta la meraviglia di questa regione, ci ha mostrato il Manaslu!
L'8000 a noi piu' vicino e' una piramide che buca il cielo.
E ci lascia senza fiato.
Un fiato corto.
lorenzo - giovedý 04 settembre 2008 -
Mentre gli altri si allenano su e giu' per i picchi intorno a questi bellissimi laghi, io faccio marcia indietro e scendo di 500 metri per andare a trovare Tenzing Sherpa che ha un bellissimo lodge con terrazza (hotel mount rest - 3.900 metri) da cui si possono ammirare nei giorni piu' sereni le grandi vette dell'Himalaya come il Manaslu, l'Annapurna, il Lantang Ri.

Quando le ultime nuvole del monsone se ne andranno, svegliarsi qui vorra' dire essere un po' piu' vicini ad una cosa si potrebbe chiamare bellezza.

Tenzing ci presta il suo generatore per ricaricare tutte le apparecchiature.

I pannelli solari e il monsone non vanno molto d'accordo. Inoltre le batterie al litio soffrono il freddo e l'umidita' piu' di quanto ci aspettassimo.

Una buona lezione per il futuro.

Tenzing punta il dito e mi dice di guardare la'in fondo. E' Kierun, il piu' grande mercato della zona. Solo i locali possono arrivarci.

La' e' gia' Tibet.
Fabrizio - mercoledý 03 settembre 2008 -
Chhyarkung Chuli
Questa mattina siamo saliti in vetta al Chhyarkung Chuli di 4900m cambiando leggermente i programmi.
Stiamo cercando di essere graduali nell'acclimatamento, senza lasciarci andare all'entusiasmo.
La cresta rocciosa alla vetta e' stata una impegnativa ma divertente arrampicata, anche se in salita il solo 55% di ossigeno un po' aumenta la fatica.
Fatica che e' ormai parte delle nostre giornate, come mangiare, dormire...
Quoitidiana educazione alla pazienza, alla concentrazione.
Benedetta fatica!
Fabrizio - martedý 02 settembre 2008 -
Fuma la zuppa nella tazza che ci viene offerta in questo lodge incastonato, come il lago da cui prende il nome, tra rocce scure.
I profumi ed i sapori di questo impagabile momento ci riempiono le mani e la bocca.
Lungo questo trekking ci lasciamo andare ad ogni occasione per caricare le energie che senza sconto dovremo spendere.
Sulla tavola fa pero' capolino anche la busta che, appena aperta, ci riporta a casa: e' il grana che la Latteria del Casale di Bismantova ci ha donato.
Il "grazie" non sara' mai abbastanza grande!
Domani si sale il Surya Peak, 5200m di ghiaioni e roccia.
Il training progredisce, ed il nostro entusiasmo con lui...
Fabrizio - martedý 02 settembre 2008 -
Langtang Peak
Stanno arrivando le prime luci del giorno ed in punta di scarponi scivolo fuori dalla camera del lodge per non svegliare Nicola.
L'alba e' serena, finalmente il Nepal si lascia guardare.
Oggi il Langtang Peak, signore di questa regione con i suoi 7600m, come nelle cartoline ha la cresta est colorata di un rosa-arancio che fa bene al cuore.
Oggi saliremo a 4200m per passarvi qualche notte.
Oggi davanti a noi ancora una giornata regalata, in cui ogni attimo e' un posto dove non siamo mai stati...
Oggi
Fabrizio - lunedý 01 settembre 2008 -
Langtang
La goccia di sudore che con regolarita' si stacca dalla punta del mio naso e' l'effetto della presenza del monsone che satura l'aria di umidita'.
E' la salita che ci sta' portando da Dunche a Sing Gomba a 3300m nel Langtang nepalese.
Il cuore batte forte, lo zaino rallenta il passo dove il sentiero si fa ripido, ma nella testa un solo imperativo: fare una buona acclimatazione.
Di cio' che sara' in Tibet molto dipendera' anche dalla pazienza di oggi.
Oggi che e' una meravigliosa vacanza. Bagnata.
lorenzo - lunedý 01 settembre 2008 -
Il viaggio verso il Langtang vuol dire immergersi nel Nepal piu' profondo delle colline terrazzate a orzo e riso.

Vuol dire camminare e chiaccherare insieme ai ragazzini che vanno e vengono da scuola, vuol dire viaggiare sul trabiccolo che chiamano bus, stipati all'inverosimile, sopra e sotto il tetto.

Vuol dire capire che ci sono mille mondi diversi. Questo e' uno che vale la pena provare almeno una volta nella vita.

E pazienza per questo tempo di fine monsone. Avremo tempo di toglierci l'umidita' di dosso con il vento del Tibet.
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