Vincitori e vinti
Nicola - martedì 07 ottobre 2008
Siamo a Kathmandu, pronti a partire e ieri e' stato il momento della realzione tecnica finale a Miss Hawley, con dati tecnici e quote e pressioni e impressioni.
Un colloquio franco e sereno e quattro chiacchiere e suggerimenti sulla prossima spedizione (avete capito bene, un'altra...).
Ultimi preparativi per spedire il materiale, ultimi acquisti e bilanci con le gambe sotto un tavolo e sopra diverse Everest (birra locale).
Rientriamo da vinti, da una montagna che non ci ha permesso di raggiungerne la vetta, meta finale ideale. Vinti dai nostri insormontabili limiti fisici, dal destino, da un volere superiore che qui ha un'eco molto piu' chiaro che in "pianura".
Ma al contempo "vincitori" di tante mete raggiunte, di tante altre "vette".
"Vincitori" di una avventura che ci ha fatto portare a termine tutti i progetti previsti.
La raccolta fondi per la Buddhist Child Home, i test in quota di nuovi dispositivi per il soccorso, la sperimentazione di tecnologie per la comunicazione in ambiente ostile, con l'illusione di essere stati utili ad altri col nostro impegno, mettendo a disposizione i nostri occhi fisici per lo studio sulla tonometria cosi come quelli della mente, portandovi con noi attraverso questo blog in un viaggio che ci ha arricchiti di volti, sorrisi, amicizie e che ci ha fatto senitire entusiasti in ogni momento, anche se difficile, perche' vi sapevamo con noi.
Grazie a tutti di cuore davvero.
ceci
Si tratta di Silvio Mondinelli, che ha contribuito alle indicazioni per l’uso consapevole e sicuro della montagna.
L’articolo inizia così:
Che sia il tetto del mondo oppure un tranquillo sentiero delle Dolomiti poco importa. La montagna ha le sue regole e vanno rispettate. Possono essere solo semplici indicazioni oppure misure di comportamento previste nei regolamenti; ma, in ogni caso, ciò che non deve mancare è la conoscenza dei propri limiti, non spingersi mai oltre le proprie forze e soprattutto “non vergognarsi di tornare indietro oppure fermarsi prima della meta prefissata”.
E’ stato scritto dopo un periodo funestato da incidenti ad alta quota.
Con grande dispiacere si è aggiunto anche quello accaduto a Lavaille.
Lavorare per saper gestire i propri limiti, penso che sia un nobile traguardo che ognuno di noi dovrebbe porsi per il rispetto che la vita merita.
COMPLIMENTI!
ALLA PROSSIMA