Mentre Nicola e Roberto letteralmente "volavano" sull'Island Peak, il resto del gruppo affrontava l'ultimo dei tre passi himalayani in programma.
Il
Kongma La e' poco frequentato, quasi deserto. Fuori dalle rotte dei trekking tradizionali arriva e supera quota
5.500.
Si sale da Lobuche, quattro case nella polvere ai piedi dell'immenso ghiacciaio del Khumbu. Dopo aver attraversato per un'ora una faticosa lingua di ghiaccio e detriti, si arriva ai piedi del passo.
Lo sguardo verso l'alto dice fatica, le gambe ancora di piu'. Nella testa girano ancora i pensieri dei primi due passi affrontati.
Il
Renjo La con i suoi
5.417 e' uno straordinario balcone su molti dei colossi himalayani a cominciare dall'Everest. Li si puo' quasi guardare dritti negli occhi. La lunga discesa porta agli straordinari laghi di Gokyo.
Non c'e' nemmeno il tempo di prendere un lungo respiro che subito tocca confrontarsi con i 5.420 del
Cho La. Meglio non guardare in alto e proseguire a testa bassa, ritmando respiro e passo. Gli ultimi metri sono quelli che ti fanno pensare a "ma chi te lo ha fatto fare". Poi l'orizzonte si apre e hai capito perche' sei arrivato fin lassu' a guardare da vicino il cielo.
Questo e' quello che pensi mentre sali il Kongma La. Arrivati su e' ancora meglio di come l'aspettavi. Forse perche' adesso e' davvero quasi tutta discesa.
Alla fine di questo lungo camminare su e giu' per i passi himalayani ci siam messi a far di conto.
Coi i metri di salita totali ci siamo fermati a
8.230, scale dei lodge escluse.
Dei 14 giorni di trekking, piu' della meta' li abbiamo trascorsi oltre i 4.000 metri di quota a respirare un'aria sottile sottile.
Le birre non le abbiamo contate. Portate pazienza.
Namaste e un arrivederci a presto. A casa.
vi siete superati! grandi.
I "vostri" farmacisti
Stefania,Cristina,Daniela,Federica,Pietro e Ciro.