English Version
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| Rientriamo al Campo Avanzato dopo una nottata di burrasca al Campo 1, dove, oltre alle attrezzatura da alta quota, abbiamo portato la nuova barella da testare nelle prossime uscite, nonostante la stanchezza ed un meteo non proprio invitante abbiamo effettuato i test clinici sulla pressione intraoculare ed ora, al comodo della tenda mensa, predisponiamo le tabelle dati da inviare a nostro Sivelli che ci dira' se continueremo a vedere le cose meravigliose che ci sono qui! Scherzi a parte siamo soddisfatti delle condizioni fisiche e del morale che rimane sempre alto anche dinnanzi alle difficolta' dell'ambiente e della stagione, e come un appuntamento fisso ci ritroviamo a leggere i vostri commenti sul sito internet, per alcuni di noi e'l'equivalente della birra al pub... per altri di una corsa in montagna, per tutti un tonico notevole, grazie! |
| La nottata a campo 1 e' passata attraverso un frullatore. Dal lato metereologico un vento infernale ha sbattuto la neve tutta notte contro la tendina centrifugandoci, e seppellendola dal lato sotto vento. Dal lato fisiologico la prima notte a 6400m ci ha spinto all'adattamento, lasciandoci pero' a mattina sfiniti, come se avessimo corso tutto iltempo. Dal lato emotivo le difficolta' oggettive hanno portato qualche pensiero, ingigantito dalla notte. Ma a mattino, pur con un vento che ha sdraiato meta' delle tende presenti al campo, pur con una temperatura di -10 gradi, pur con la testa un po' leggera, uscendo dalla tenda e guardandoci attorno ci e' scappato un sorriso.. Un sorriso spinto dalla gioia latente nella fatica del confronto con i nostri ridicoli limiti. |
| Notte di forte vento a campo 1, dove molte tende sono state letteralmente spazzate via. Sane e salve le due montate da Fausto, Daniele, Fabrizio e Nicola che hanno trascorso una notte tranquilla e stanno scendendo come da programma al campo base per riposarsi. Di seguito l'audio sulla situazione. cho oyu forte vento |
| Comunicazione tra campo base e campo 1. cho oyu buonanotte radio |
| Certe mattine himalayane gli sguardi non sono dei piu' incoraggianti. Le notti sono lunghe e il sonno spezzato. Il ghiaccio sulla tenda ti ricorda che non fa cosi' caldo da uscire in mutande. In certe mattine himalayane non scommetteresti una fortuna sul fatto di riuscire ad alzarti dalla sedia della colazione. Eppure appena gli scarponi si stringono e le spalle si appesantiscono dello zaino, il minuscolo miracolo si ripete. In certe mattina himalayane non diresti che puoi tornare ai 6.400 metri del campo 1 con in groppa la roba per il campo 2. Invece Nicola, Daniele, Fabrizio e Fausto sono arrivati su questo pomeriggio e stanotte dormiranno a campo 1. In certe mattine himalayane non scommeteresti mai su certi tramonti. |
| E cosi' ieri, giornata di riposo al campo base, la piccola spedizione italiana e' stata chiamata al capezzale del malandato generatore della grossa spedizione coreana. Un'ora e mezza dopo il generatore coreano ripartiva con grande ammirazione dall'estremo oriente. Alla fine intervista con la televisione coreana. Solo a 5.700 metri certe cose possono succedere. |
| Unica certezza, la felicita' di averci provato. |
| Pianificare le giornate, dopo la Puja, e' tutt'altra cosa, non tocca piu' pensare a permessi, documenti, scartoffie varie, dalla scarna ma suggestiva cerimonia che Ngima ha officiato le carte da giocare sono solo tra noi e la montagna, si tratta di forza fisica e determinazione, piu' tutta una serie di fattori che da noi umani non dipendono. Osservando i volti dei compagni di spedizione questa variazione e' visibile ed e'commovente, partiamo dopo poco carichi dei materiali per allestire il campo a 6400 metri senza esitazione e confrontandoci con tutti gli altri che mandano avanti gli sherpa (ma proprio tutti). Sui volti di Fabrizio, di Fausto, di Daniele e dietro la devastante smorfia di fatica del mio volto, la soddisfazione di aver attrezzato il campo ed essere ridiscesi senza sosta e' differente dalle espressioni di chi e' arrivato ed ha trovato un te caldo ad attenderlo. Non so in cosa ma la sera mi sono addormentato sereno. Poi ci si sveglia e si leggono i vostri commenti sul sito e si e' subito pronti a ripartire come se ci fosse il sole! |
| Il vento sbatte la neve sui teli della tenda. Oggi e' una giornata da dedicare a noi stessi. Una giornata in cui si esercita la pazienza. L'inattivita' in qualche modo forzata e' una occasione per guardare le cose anche dall'ottica opposta, per comprenderle meglio. Essendo per noi una esperienza che per la prima volta affrontiamo, ad ogni svolta dell'orologio e' lo sperimentare luoghi, emozioni, visuali da dentro a fuori di noi. Ma anche in direzione contraria. Da questa intensita', da queste giornate che Daniele definisce quasi surreali, molto stiamo succhiando, come da frutti dolci. Ieri guardando da Campo 1 verso la vetta, l'emozione ci ha portato a scoprire che tutta la fatica, le energie spese per poter essere qui, anche se sembravano schiaffoni di cui non riuscivamo nemmeno ad individuare la provenienza, era gia' un essere qui. |
