English Version
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| La finestra di bel tempo sembra quella giusta. Ormai e' deciso, questi sono i giorni della montagna. Stamattina partenza del gruppo per campo 1 (dove da ieri c'e' gia' Fabrizio). Poi domani su a piantare una tendina a campo 2 e quindi l'attesa per tentare la vetta. Nessuno e' andato fino ad oggi sopra il secondo campo. Non c'e' ancora la traccia nella neve e la fascia di roccia non e' stata ancora attrezzata. Vedremo se accadra' nelle prossime ore. C'e' consapevolezza delle difficolta' e molta serenita'. E' la serenita' di attraversare stamattina il campo base e ascoltare i tanti good luck, i sinceri suerte, gli in bocca al lupo da mezzo mondo. E' la serenita' del ciao e del sorriso degli sherpa che in queste sere ci sono venuti a trovare nella tenda di Ngima. E' la serenita' di questo piccolo gruppo di matti italiani che qualcosa umanamente ha seminato nella piccola famiglia del campo base. Per noi questa e' gia' una vetta conquistata. Il resto, se verra', sara' solo un bel regalo. |
| Piccolo video sul meteo di oggi. |
| Finalmente l'azzurro del cielo tibetano non si nasconde piu'. E' l'inizio della finestra buona ? Chi lo sa. Ormai le previsioni sono poco piu' di un divertente gioco al campo base. Ancora molto vento stamattina, con incredibili vortici e sbuffi di neve sulla parete del Cho Oyu. Poi la calma. Fabrizio e' salito oggi al campo 1, il resto del gruppo con molta probabilita' salira' domani. Il problema e' che nessuno e' ancora andato oltre campo 2. Nemmeno gli sherpa. Intanto si fa sera, la prima da molte in cui non sembra voler nevicare. Chissa' cosa ci vuol dire la montagna. |
| A me Lilli, la cosa che sorprende di piu' e' che nevica con il sole e fiocca con le stelle. Una cosa che solo tu, con la dolcezza dei tuoi otto anni puoi immaginare senza vedere. Io e Nico vorremmo portarti in regalo uno yak, ma temo che ci farebbero un sacco di storie al check-in dell'aereporto. E' il mondo un po' sciocco e con poca fantasia di noi grandi, con le sue regole e i suoi "non si puo' . Porta pazienza Lilli e buon compleanno. Lollo e Nico |
| I pennacchi di neve che si alzano come eruzioni dalle cime e dalle creste, ribadiscono la nostra assoluta condizione di spettatori in questo ambiente. Possiamo decidere poco o nulla se non ci e' concesso. E' il terzo giorno che siamo fermi al Campo Base, noi e tutti quelli che stanno spendendo energie su questa montagna. Il C2 installato nei giorni scorsi dalle legioni di Sherpa delle spedizioni cinese ed americana e' stato strappato dal vento. I tempi cominciano a consumarsi come una candela accesa, ed il vento invece di spegnerla ne accelera la combustione. Il gelo solidifica tutto: dentro e fuori la tenda, dentro e fuori di noi. Oggi vorrei salire all'ormai collaudato C1 per passarvi la notte, ma e' solo un modo per non restare ancora inattivo. Chissa', forse il vento potrebbe anche cessare... Del resto ogni cosa, per quanto al momento possa sembrare impossibile, ha un attimo in cui prende inizio ed uno in cui finisce. |
| Se chiudo gli occhi avverto quel silenzio leggermente umido che sulle nostre colline, nella calura estiva del primo pomeriggio, si percepisce come collante, come legame, tra te e cio' che e' fuori di te. Non vi e'per me modo di sfuggirvi. Anche da qui il collante tiene. Per quanto ogni giorno questa esperienza riversi secchiate di emozioni, bellezza, profondita' su di me, niente di cio' che gia' e' presente viene scalzato. A riprova della capacita' illimitata del nostro essere. I pensieri di questa immobile giornata al Campo Base sotto la neve, e sono ormai due giorni che siamo bloccati dal maltempo, mi riportano a profumi della macchia respirati nell'affanno della corsa, ad una rosa che continua a fiorire, ai tramonti alla Pietra. Bellezza non scaccia bellezza. Orizzonti diversi, dimensioni diverse mi catturano in identici angoli del cuore, che sa contenere tutto ed il suo doppio. |
| Il cielo tibetano gioca a nascondino. Le nuvole corrono attorno, sopra e sotto. E il vento ti sbatte in faccia la verita': qui sei ospite. Punto e a capo. L'attimo in cui te ne fai una ragione, il sole ti regala una briciola di calore e di speranza. Tradotto: ci scaldiamo i piedi gelati , guardiamo il cielo e speriamo. |
| Mi assicuro con la Jumar alle corde fisse che permettono di superare agevolmente il salto di ghiaccio che da C1 conduce a C2. Questi pochi passi in verticale, fatti in questa apnea, assomigliano allo sbattere frenetico delle pinne verso il pelo dell'acqua, in cerca della boccata d'ossigeno, del recupero che verra'. Ieri avremmo dovuto allestire C2, ma il vento forte e le nuvole ci hanno fatto optare solo per una salita di acclimatamento senza carichi, per poi ridiscendere al Campo Base. Tra sprazzi di luce nella nebbia sono riuscito a raggiungere e superare il seracco a 6800m. Sembrava facile, ma qui ogni piccolo metro deve essere guadagnato. E quanti sono... Questa notte al Campo Base ho dormito cosi' a lungo come, credo, non facevo da quando ero bambino. Ora, dopo un po' di recupero, si riparte dai 5600m a testa bassa verso l'alto. La gara qui non e' mai finita, altro che ultramaratone! L'unico modo per cercare l'obiettivo e' non pensarvi mai. Passo passo, la vita scorre. |
| Ieri sera abbiamo inaugurato la rassegna "Sapori e odori di casa" aprendo la coppa. Cosi' tanto per sentirci un po' piu' vicini a voi. ps: Fausto nominato gran salumiere di corte. |
