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| Stanno arrivando le prime luci del giorno ed in punta di scarponi scivolo fuori dalla camera del lodge per non svegliare Nicola. L'alba e' serena, finalmente il Nepal si lascia guardare. Oggi il Langtang Peak, signore di questa regione con i suoi 7600m, come nelle cartoline ha la cresta est colorata di un rosa-arancio che fa bene al cuore. Oggi saliremo a 4200m per passarvi qualche notte. Oggi davanti a noi ancora una giornata regalata, in cui ogni attimo e' un posto dove non siamo mai stati... Oggi |
| La goccia di sudore che con regolarita' si stacca dalla punta del mio naso e' l'effetto della presenza del monsone che satura l'aria di umidita'. E' la salita che ci sta' portando da Dunche a Sing Gomba a 3300m nel Langtang nepalese. Il cuore batte forte, lo zaino rallenta il passo dove il sentiero si fa ripido, ma nella testa un solo imperativo: fare una buona acclimatazione. Di cio' che sara' in Tibet molto dipendera' anche dalla pazienza di oggi. Oggi che e' una meravigliosa vacanza. Bagnata. |
| Il viaggio verso il Langtang vuol dire immergersi nel Nepal piu' profondo delle colline terrazzate a orzo e riso. Vuol dire camminare e chiaccherare insieme ai ragazzini che vanno e vengono da scuola, vuol dire viaggiare sul trabiccolo che chiamano bus, stipati all'inverosimile, sopra e sotto il tetto. Vuol dire capire che ci sono mille mondi diversi. Questo e' uno che vale la pena provare almeno una volta nella vita. E pazienza per questo tempo di fine monsone. Avremo tempo di toglierci l'umidita' di dosso con il vento del Tibet. |
| Giro per le strade affollate a festa di Kathmandu per comprare le ultime cose. Domani si parte per il Langtang. Obbiettivo fare "quota" e allenarsi all'aria sottile. Speriamo di non bagnarci troppo, qui il monsone la fa ancora da padrone con le alluvioni nel sud del paese. Prima di mettersi a letto (sveglia presto) due chiacchere davanti ad una birra e ad un buon piatto. Ci si rilassa. Domani si comincia davvero. |
| Oggi abbiamo avuto la certezza. Non potremo attraversare il confine tibetano fino al 10 settembre. E' una cattiva notizia perche' comprime i tempi e modifica i programmi. E' una buona notizia perche' segna un punto fermo nel balletto delle date cinesi. Abbiamo deciso, in una lunga riunione anche con Ngima, di portare avanti l'acclimatamento con un trekking in alta quota fino al 10 settembre in Langtang, Nepal. Solo dopo trasferirci velocemente oltreconfine, fino al campo base del Cho Oyu. Incrociamo le dita. Se vi va, anche voi. |
| E' mattina presto (il fuso e' un po' sbilenco settato a +3 ore e 45 minuti) quando Kathmandu si presenta nel suo vestito grigio quasi autunnale di fine monsone. Nubi minacciose e qualche tentativo di bagnarci le ossa. Il Bagmati, ingrossato dalle pioggie, finalmente trascina via le ceneri dei cremati a Pashupatinath. Tutto questo sotto. Sopra, poco prima di planare sull'aereporto, un oceano bianco di nuvole bucate dagli ottomila himalayani. Bianchissimi anche loro. Lassu' ci aspetta probabilmente un bel po' di neve. |
| In aereporto i bidoni blu di "Cho Oyu 2008" attirano subito attenzione e simpatia. Fattori che combinati assieme permettono di passare quasi indenni la pesata oversize al check-in. Poi scrutiamo nella notte il buio precoce del deserto di Doha. Infine laggiu' c'e' Kathmandu. |
| chissa' che suono avra' il vento in tibet? da noi ha la voce degli alberi, delle foglie, quasi di acqua. la' sara' un sibilo, lo immagino quasi un urlo. sono ormai sei ore che attendiamo all'aeroporto di doha, in qatar, e stiamo per imbarcarci alla volta di kathmandu. in attesa di quel sibilo. |
| Mettersi seduti con tutta la forza del proprio didietro sul tappo del barile blu che sostituisce, nella spedizione, la normale valigia. Sperare che una volta chiuso qualcuno non lo agiti troppo, che magari ci scappa il botto. Verificare quanto possa pesare, preciso all'etto, un paio di mutande o se è meglio stare scarsi con la mezza coppa che ti seguirà per ricordarti, solo per un attimo, i sapori di casa. Sono queste le piccole certezze e i minuscoli dubbi che precedono la partenza per un lungo viaggio. Roba strana, che non avresti mai immaginato nel momento in cui nasceva un progetto così impegnativo. - Leggi Tutto... |
| Uot is cioiu tutausandeit ? E' la prima domanda, di una serie, della guida pellerossa e dei compagni londinesi di escursione in Arizona di Alberto e Stefania (la nostra farmacista) sulla spedizione "Cho Oyu 2008" che ora viene ora seguita anche dalla tribù degli indiani Hualapay che vivono ai bordi del Gran Canyon in Arizona, grazie alla maglietta indossata dai nostri sostenitori ed immagino alla loquacità di Alberto, che ci invia tanto di foto a riprova. (come sempre clicca sulla foto per ingrandire) |
