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cho oyu
Test

Nicola - giovedì 26 giugno 2008 -
sciogliere la neve in maiella
Un ulteriore test lo stiamo facendo su JetBoil, un sistema integrato di fornello antivento e contenitore (pentola o tazza) che permette di sciogliere neve o cucinare in sicurezza anche in tenda, senza rischi di vedere scivolare la pentola sul fornello non perfettamente a bolla.

Il sistema testato, acquisito negli States durante un viaggio di lavoro, è distribuito in Italia da Ferrino e consiste in una tazza/gavetta di dimensioni ragguardevoli in lega leggera riverstita di neoprene (rivestimento con manico e porta posate) e, applicabile sul fondo, fornello antivento, non manca che la bombola da avvitare e via che si cucina e scioglie neve a gogo!

Il JetBoil è poi dotato di tappo con versatore che permette di gestire i liquidi caldi in totale sicurezza anche in ambiente angusto (tendina d'alta quota o truna).

Il sistema si è rivelato comodissimo e lo abbiamo già adottato tra i devices necessari nei campi alti.
Nicola - giovedì 26 giugno 2008 -
in vetta esposti al vento
Continuano e si consolidano gli allenamenti per tutto il gruppo e le escursioni più impegnative vengono utilizzate per continuare i test sui materiali che ci porteremo in quota.

L'ultima occasione l'abbiamo avuta durante la "passeggiata" di 34 Km e 2.400 metri di salita tra Caramanico Terme e la vetta del Monte Amaro, organizzata dal nostro "Asti Viaggi" alcune settimane orsono. Durante il pernottamento sulla vetta abbiamo testato 3 differenti tipologie di tende: una Ferrino, una Vaude e una TheNorthFace.

Il confronto non si proponeva di determinare la migliore, ma di testare quale soluzione avrebbe offerto le migliori caratteristiche di resistenza al vento e praticità in quota.

Le tre tende sono completamente diverse tra loro:

la Ferrino, una mosterlite 3 ha solo due pali ed è realmente ultraleggera: meno di 2Kg; la Vaude Explorer ha anch'essa 2 pali ma pesa poco più di 3 Kg ed in fine la TheNorthFace Mountain 25 con tutti i suoi 5 pali e i 4.85 Kg.

Mele con pere direte voi, in effetti lo scopo era capire quali tra le differenti geometrie era la migliore per i nostri scopi e quale era il peso minimo trasportabile per le migliori performance.

In vetta alle 19.43 il vento era dovuto a correnti dinamiche da ovest-nord-ovest, quindi le tende sono state rivolte in considerazione di questa corrente, poco dopo le 21.00 il vento si è alzato con picchi di 30 nodi di tramontana che colpivano i lati meno adatti delle tende.

Il risultato è stato che le tende hanno retto benissimo le correnti non eccessive ma l'unica che ha lasciato "dormire" gli occupanti è stata la Mountain 25.

la mattina il vento sulle tende
Il profilo esposto della Monsterlite 3 creava una resistenza notevole al vento che si è trasformata rapidamente in un frastuono insopportabile, stessa cosa, anche se meno evidente per la geometria simmetrica della paleria, vale per la Vaude.

Per quanto concerne la tenda monotelo (in questa prova la Ferrino) non vi sono controindicazioni se non la totale assenza di abside che comporta un ingresso di acqua o neve in tenda ogni volta che si entra o esce in condizioni di vento o maltempo.

In considerazione del risultato finale in quota conviene portare una Mountain 25 o similare, con struttura a 5 pali e numerosi tiranti per controventare opportunamente, il tutto pagando un peso decisamente importante, controbilanciato dalla discreta certezza di ritrovare la tenda dopo una tipica bufera himalayana.
Nicola - mercoledì 14 maggio 2008 -
kit farmaci
Come promesso abbiamo cominciato a provare l'attrezzatura per la spedizione, nel lungo trekking in alta quota e vetta dell'Island Peak il modo di verificare l'efficienza dei farmaci e del relativo kit di pronto soccorso lo abbiamo avuto.

Una certa difficoltà di alcuni ad adeguarsi alle notti a 4500 metri ci ha consentito di verificare le quantità e la qualità delle soluzioni adottate.

sullo zaino
Il Kit fornito da Ferno è costituito da una compatta sacca a cerniera (270x270x100 mm) con comode maniglie, rinforzi di protezione e tanti elastici e kit fiale asportabili. Il kit conteneva, nella prima, un'ulteriore sacca arrotolabile a cerniera che consentiva di asportare rapidamente i farmaci d'emergenza d'alta quota (Soldesam, Adalat, Lasix, etc).

La sacca si è rivelata resistentissima e decisamente comoda, contenibile nello zaino senza sovraccarichi o ingombri eccessivi.
La protezione fornita a fiale e flaconi ha permesso di stoccarla nel viaggio in aereo nella barrell senza preoccupazioni e spiegazioni ai check aeroportuali.

kit chiuso
I farmaci e i dispositivi vari fornitici dalla farmacia Venturi di Montecavolo (RE) ci hanno permesso di risolvere brillantemente tutti i problemi, grandi o piccoli che ci sono capitati, che dire? grazie!

Il Kit ci seguirà così com'è anche in Tibet sul ChoOyu.


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Fabrizio - mercoledì 13 febbraio 2008 -
Nell'ambito della spedizione sono previsti test medico-scientifici e sperimentazioni di attrezzature tecniche e tecnologiche.

Le attività di studio sulla fisiologia previste sono:
1. Studio delle variazioni degli spessori delle fibre del nervo ottico derivanti da esposizione ad altissima quota mediante un Tonometro portatile.
2. Monitoraggio della pressione intra-oculare da esposizione ad altissima quota.

Le attività di sperimentazione previste sono:
1. dispositivo di recupero e soccorso in ambiente ostile
2. sistema di trasmissione dei dati di sperimentazione dai campi d’alta quota
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trekking Cho Oyu 2008
Alla spedizione "Cho Oyu 2008" è stato affiancato un trekking che, viste le condizioni politiche-sociali del Tibet della primavera scorsa, ha dirottato il proprio percorso nella valle del Khumbu (in Nepal) fino a raggiungere il versante sud dell'Everest e del Cho Oyu stesso.
Progetti
La spedizione e il trekking "Cho Oyu 2008" saranno l'occasione per sviluppare alcuni progetti, assolutamente innovativi, di carattere medico, scientifico e tecnologico. Ma non solo. A questi infatti si affiancherà anche un "progetto solidale" nel settore scolastico.

Se volete conoscere tutti i particolari sui progetti, potete visitare la pagina dedicata. Se volete contribuire ad uno dei progetti, potete trovare informazioni utili nella sezione "Contribuisci".

pietrabismantova L'appennino reggiano è la nostra terra e quando si parla della propria terra alle volte si rischia di esagerare con le lodi. Se dovesse accadere, prendetelo solo come un sintomo d'affetto, che il cielo sotto cui si è nati tende ad essere sempre più blu di qualsiasi altro, o quasi.

Anche se l'appennino reggiano non è l'Himalaya (oh no, non lo è), è di certo un posto bello, affascinante e piacevole. Un posto unico, per luoghi, orizzonti, sapori, a partire dal quello strano ed enorme sasso, messo lì chissà come e chissà quando, che chiamiamo Pietra di Bismantova. Continua a leggere >>
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